Giovedì 27 gennaio 2022 – ore 20:30
Teatro Comunale – Belluno
Biglietti: Interi € 20; Soci € 15; Studenti € 5
Solo su prenotazione presso Alpe Bellunese.
Sandro CAPPELLETTO drammaturgia e voce narrante (qui la nostra intervista)
EX NOVO Ensemble
Davide Teodoro, clarinetto
Carlo Lazari, violino
Carlo Teodoro, violoncello
Aldo Orvieto, pianoforte
Concerto in occasione della Giornata della Memoria, con la collaborazione dell’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea (ISBREC), della Fondazione Società Bellunese e del Circolo Cultura e Stampa Bellunese.
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PROGRAMMA:
Olivier Messiaen 1908 – 1992
Quatuor pour la fin du Temps
en hommage à l’Ange de L’Apocalypse, qui lève la main vers le ciel en disant: «Il n’y aura plus de Temps»
(Stalag VIII A. Görlitz, Silésie. En janvier, 1941)
Edizioni Durand, Paris
1. Liturgie de Cristal
2. Vocalise, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps
3. Abîme des oiseaux
4. Intermède
5. Louange à l’ Éternité de Jésus
6. Danse de la fureur, pour les sept trompettes
7. Fouillis d’arcs-en-ciel, pour l’Ange qui annonce la fin du Temps
8. Louange à l’Immortalité de Jésus
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Informazioni e prenotazione biglietti:
Agenzia ALPE BELLUNESE – Belluno, Piazza Martiri, 2/A – tel./fax 0437 940407, E-mail: info@alpebellunese.it.
Pagamento biglietto in agenzia o all’ingresso del concerto.
Si accede solo su prenotazione, con Green Pass Rafforzato (a partire dai 12 anni), come da Decreto Legge 172/2021 del 26 novembre 2021.
Si ricorda, inoltre, l’utilizzo della mascherina FFP2 nel rispetto delle distanze e delle norme anti Covid-19.
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Tesseramento anno 2022:
Soci ordinari Interi € 50 / Famigliari € 30 / Ridotti € 25
Soci nuova iscrizione € 40 / Soci sostenitori a partire da € 50
La tessera associativa dà diritto alla riduzione del costo del biglietto.
Si prega di esibire la tessera all’atto dell’acquisto del biglietto.
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Quartetto per la fine del Tempo.
Poi vidi un altro Angelo potente, che scendeva dal cielo avvolto da una nube; sopra il capo aveva l’iride, il suo volto era come il sole e le gambe come colonne di fuoco. Teneva in mano un piccolo libro aperto e pose il suo piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, poi gridò con voce possente come il ruggito del leone. A questo grido i sette tuoni fecero sentire le loro voci. E quando i sette tuoni ebbero parlato, io mi accingevo a scrivere, ma sentii una voce dal cielo che diceva: “Sigilla le cose di cui hanno parlato i sette tuoni e non le scrivere”. Poi, l’Angelo che avevo visto in piedi sul mare e sulla terra alzò la mano destra verso il cielo e giurò per il Vivente nei secoli dei secoli, che ha creato il cielo e quanto esso contiene, la terra e quanto in essa vi è, il mare e quanto racchiude, che non vi sarà più dilazione di tempo; ma nel giorno in cui si farà sentire la voce del settimo Angelo e quando egli suonerà la tromba, il mistero di Dio sarà compiuto, come ne ha dato la buona novella ai suoi servi, i profeti.
Il Libro dell’Apocalisse – cap. X, 1-7
In nome dell’Apocalisse, si è rimproverato alla mia opera la sua calma e il suo carattere spoglio. I miei detrattori dimenticano che l’Apocalisse non contiene soltanto mostri e cataclismi: vi si trovano anche silenzi di adorazione e meravigliose visioni di pace. Inoltre, io non ho mai avuto intenzione di fare un’Apocalisse: sono partito da una figura amata (quella dell’ “Angelo che annuncia la fine del tempo”), e ho scritto un Quartetto per gli strumenti (e i musicisti) che avevo sottomano, e cioè: un violino, un clarinetto, un violoncello, un pianoforte.
Olivier Messiaen
Rinchiuso nel lager nazista di Goerlitz durante l’inverno 1940-1941, assieme ad altre migliaia di prigionieri di guerra e di internati, privato di tutto, Olivier Messiaen compone una delle pagine più toccanti e felici dell’intera sua opera, ispirata alla visione dell’“Angelo che annuncia la fine del Tempo”, come viene narrata all’inizio del decimo capitolo dell’Apocalisse di Giovanni. Con lui, i tre compagni di quella esperienza che, insieme, non riusciranno più a rivivere: Henry Akoka, di religione ebraica, suonava il clarinetto; il violoncellista Etienne Pasquier diceva di essere agnostico: “Credo nella divinità, la musica di Schubert è divina”; il violinista Jean Le Boulaire si riteneva ateo. Messiaen, “battezzato, cristiano e credente” suonavo il pianoforte. Molto diverse erano anche le loro opinioni politiche.
Con una tenacia chi ci lascia profondamente ammirati, il 15 gennaio 1941, ottanta anni fa, nella baracca 27 b di quel Lager, i quattro musicisti suonarono il Quartetto davanti a un pubblico di cinquemila prigionieri. Alla fine del concerto, un prigioniero si avvicinò a Messiaen e disse: “Questa musica ci riscatta tutti. Non ci riporta dove siamo, ma a quello che siamo. Esseri umani”.
Mentre sta vivendo la propria catastrofe – e con lui milioni di altri uomini, sopraffatti dal furore razziale – il compositore francese (1908-1992) si affida alla musica. Il Quartetto per la fine del Tempo esprime la forza della sua speranza, più tenace di ogni disperazione, e rimane testimonianza e memoria inscalfibile della volontà dell’uomo a immaginare un mondo dove “la pace non si può più profanare”.
Ma come può, un musicista, pensare alla fine del Tempo, l’elemento fondamentale attorno al quale si organizza ogni composizione? La scrittura di Messiaen, ora ritmicamente travolgente, ora estatica, riesce a fermare la direzione vettoriale del tempo, creando un tempo interiore dell’ascolto, al quale è necessario abbandonarsi.
Sandro Cappelletto
Scrittore e storico della musica, Sandro Cappelletto è nato a Venezia nella seconda metà del Novecento. Laureato in Filosofia, ha studiato armonia e composizione con il maestro Robert Mann. Tra le sue principali pubblicazioni, la prima biografia critica di Carlo Broschi Farinelli (La voce perduta, EDT, 1995), un saggio su Gaetano Guadagni (Nuova Rivista Musicale Italiana, 1993), un’inchiesta politica sugli enti lirici italiani (Farò grande questo teatro!, EDT 1996). Esce nel 2006 Mozart – La notte delle Dissonanze (EDT), libro dedicato al misterioso Adagio introduttivo del Quartetto per archi K 465. Dal libro nasce, assieme al Quartetto Savinio, un fortunato concerto-racconto. Per la Storia del teatro moderno e contemporaneo (Einaudi, 2001) ha scritto il saggio Inventare la scena: regia e teatro d’opera. Nel 2002, con Pietro Bria, dà alle stampe Wagner o la musica degli affetti (Franco Angeli), raccolta di riflessioni e interviste di Giuseppe Sinopoli, di cui nel 2006 cura Il mio Wagner – il racconto della Tetralogia (Marsilio). Nel 2008 l’Accademia Perosi di Biella pubblica L’angelo del Tempo, volume dedicato al Quartetto per la fine del Tempo di Olivier Messiaen e che contiene un cd con l’interpretazione dell’Ex Novo Ensemble. È autore di programmi radiofonici e televisivi (crea la trasmissione di Rai-Radio Tre Momus, realizza per Rai 3 un film televisivo su Maurizio Pollini, scrive e conduce per Rai 5 il programma Inventare il tempo). I suoi libretti per il teatro musicale sono nati dalla collaborazione con significativi compositori italiani, tra i quali Claudio Ambrosini, Daniele Carnini, Luca Lombardi, Azio Corghi. Intensa la collaborazione con Matteo D’Amico. Con Fausto Sebastiani scrive Il paese degli uomini integri (2017), melologo dedicato alla memoria del presidente del Burkina-Faso Thomas Sankara. Per la musica di Michelangelo Lupone dà vita a ‘Nkodi (Mio figlio è un feticcio) – Cantata per i bambini accusati di stregoneria (2018). Anche in queste occasioni è interprete in scena dei propri testi. Esce nel 2014 Da straniero inizio il cammino – Schubert, l’ultimo anno (Accademia Perosi), volume dedicato all’estremo periodo creativo di Schubert. Nel 2016 il Saggiatore pubblica I quartetti per archi di Mozart. Cura ed è direttore scientifico del volume Musica per la collana Il contributo dell’Italia alla storia del pensiero (Treccani, 2018). Del 2020 è Mozart. Scene dai viaggi in Italia (il Saggiatore). Su invito di Giuseppe Sinopoli ha diretto il settore drammaturgia e didattica del Teatro dell’Opera di Roma. Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, ne è stato direttore artistico dal 2009 al 2013. Giornalista professionista. È Accademico di Santa Cecilia.
Nato nel 1979 a Venezia dalla collaborazione tra un gruppo di musicisti e il compositore Claudio Ambrosini, l’Ex Novo Ensemble rappresenta una realtà di riferimento nel panorama internazionale della musica nuova. La continuità del lavoro comune, la coerenza artistica e professionale hanno consentito al gruppo di acquisire un carattere, un “suono” che gli sono riconosciuti dal pubblico e dalla critica dei principali festival e rassegne europei. L’impegno portato nell’approfondimento del linguaggio musicale contemporaneo è in seguito divenuto punto di partenza per la rilettura del repertorio classico e particolarmente d’alcune pagine affascinanti, destinate ad organici rari e tuttora poco note. Tra i principali Festival ricordiamo: HCMF 2003 – Huddersfield, Time for music – Vitasaari, Festival d’Avignon; Ars Musica – Bruxelles; Autunno di Varsavia; Akademie der Künste – Berlin; Fondazione Gaudeamus – Amsterdam; Tage für neue Musik – Zürich; IGNM – Basel; Festival de Strasbourg; Concerts Ville de Genève; Festival di Villa Medici – Roma; Biennale di Venezia; Musica Insieme – Bologna; Musica nel nostro tempo – Milano; Eco & Narciso – Venezia e Bologna; Milano musica; e alle stagioni concertistiche dei Münchener Philarmoniker, del Mozarteum Salzburg, del Teatro S. Carlo di Napoli, del Teatro Verdi di Trieste, della RAI di Roma e di Milano, della Tish Foundation di New York e del Chicago Center of Arts. Ha registrato concerti e produzioni per le principali Radio europee: RAI, BBC, Radio France, Westdeutscher Rundfunk (WDR), Süddeutscher Rundfunk (SDR), Belgian Broadcast Company (RBFT), (DRS), Radio Svedese. Molti compositori hanno scritto e dedicato loro opere all’Ex Novo Ensemble. Tra questi: Claudio Ambrosini, Stefano Bellon, Carlo Boccadoro, Sylvano Bussotti, Gilberto Cappelli, Silvia Colasanti, Azio Corghi, John Celona, Aldo Clementi, Michele dall’Ongaro, Xavier Dayer, Luis De Pablo, Lorenzo Ferrero, Luca Francesconi, Beat Furrer, Giorgio Gaslini, Adriano Guarnieri, Matteo D’Amico, Alvin Lucier, Vittorio Montalti, Luca Mosca, Fabio Nieder, Francesco Pennisi, Filippo Perocco, Horatiu Radulescu, Michéle Reverdy, Nicola Sani, Valerio Sannicandro, Salvatore Sciarrino, Alessandro Solbiati, Roger Tessier, Ivan Vandor, Gèrard Zinnstag. Di particolare rilievo il contributo alla promozione della musica cameristica italiana del primo ‘900 e contemporanea dimostrato dalla lunga e intensa collaborazione con etichette discografiche quali Arts, ASV, Black Box, Kairos, Naxos, Brilliant , Dynamic, Stradivarius, Ricordi, ed altre. Nel 2019 il disco Tromper l’oreille con musiche di Claudio Ambrosini edito da Stradivarius ha vinto il Primo Premio Abbiati del disco. Dal 2004 l’Ensemble organizza presso il Teatro La Fenice di Venezia il Festival Ex Novo Musica, rassegna di musica contemporanea e nuove forme di spettacolo e dal 2013, per molti anni, ha curato la Maratona Contemporanea, manifestazione che proponeva, in un solo concerto, 42 brevi composizioni in prima esecuzione assoluta.
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