Approfondimenti

ELENA NEFEDOVA pianoforte

Classica

Venerdì 29 settembre 2017 – ore 20:45
Sala Teatro Giovanni XXIII – Belluno
Biglietti: Interi € 20; Soci € 15; Studenti € 2.

Elena Nefedova – pianoforte
Vincitrice del Premio Venezia XXXIII Concorso Nazionale Pianistico 2016.
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Il concerto sarà preceduto da un Benvenuto in musica degli alunni della Classe di pianoforte della Scuola Media “S. Ricci”, prof.ssa Gisella Galatà.
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PROGRAMMA:

Franz Liszt (1811 – 1886)
Sarabande und Chaconne aus dem Singspiel ‘Almira’ von Handel (1879)
Fryderyk Chopin (1810 – 1849)
Notturno op. 48 n. 2
Scherzo n. 2 op. 31
György Ligeti (1923 – 2006)
da Études, libro II: n. 10, Der Zauberlehrling
Edvard Grieg (1843 – 1907)
Sonata in mi minore op. 7 (1865)
F. Liszt
da Anneés de pélerinage. Deuxième anneée: Italie, S 161:
Sonetto 104 del Petrarca («Pace non trovo»)
Rigoletto: Paraphrase de concert (1855)
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Informazioni, biglietti e prevendita:
Per informazioni, prevendita biglietti e rinnovo tessere associative:
Agenzia ALPE BELLUNESE – Belluno – Piazza Martiri, 2/A – tel./fax 0437. 940407 o, nella sede del concerto, mezz’ora prima del suo inizio.

Tessere: Soci ordinari Interi € 50 / Famigliari € 30 / Ridotti € 25
Soci nuova iscrizione € 40 / Soci sostenitori a partire da € 50
Si prega di esibire la tessera all’atto dell’acquisto del biglietto.
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Con la collaborazione di:

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«Il virtuosismo non è un’escrescenza, ma un elemento costitutivo della musica». Così aveva affermato Liszt, il concertista virtuoso acclamato dalle folle, il cui pianismo trascendentale, unico nel suo genere, riempì di sé tutto il periodo romantico. Divulgatore della musica altrui, secondo quello che era l’attivismo culturale proprio degli artisti del tempo, Liszt guardò all’opera Almira di Haendel per comporre la Sarabanda e la Ciaccona per pianoforte solo. La composizione fu scritta nel 1879 per l’esecuzione di un suo studente inglese che doveva suonare in Inghilterra durante un festival dedicato ad Haendel. Ma le antiche danze sono solo uno spunto di cui Liszt si serve per comporre un’opera totalmente nuova, composta da una doppia serie di variazioni, in cui la Sarabanda ha una posizione dominante.

Parlando del «poeta del pianoforte» il pensiero corre subito ai Notturni, che accompagnarono con regolarità Chopin durante tutto il suo cammino di autore e di interprete. Notturni che traducono sul pianoforte lo stile di canto, anzi il belcanto, dei grandi interpreti del tempo, come la Malibran o Rubini, e che Chopin raccomandava ai suoi allievi quale modello per l’esecuzione sulla tastiera. Il Notturno op. 48 n. 2, dalle tinte dolorosamente inquiete, è nel «molto più lento» della parte centrale meravigliosamente assorto, quasi recitativo, e contrastante. Altra cosa sono gli Scherzi, segnati da un’irruenza fantasiosa e a tratti violenta, che possono farci percepire come Chopin fosse in realtà sentito dai suoi contemporanei come un «Sarmata (ovvero, un barbaro) in tutta la sua caparbia originalità». Lo Scherzo n. 2 op. 31 è il più noto e popolare dei quattro. Definito da Schumann «delicato e nel contempo arrogante», esso deve la sua fama al perentorio dialogo strumentale che lo apre su interrogative terzine, a cui si contrappone il fortissimo accordale che si stempera in un canto dolce e appassionato. Dopo una parte centrale «con anima», la ripresa e una vigorosa coda conclusiva completano il brano.

I tre libri degli Études pour piano di Ligeti furono composti nell’arco di alcuni anni, tra il 1985 e il 2001. Ogni studio è dedicato a un particolare aspetto della scrittura pianistica, in una ideale linea di continuità che unisce l’opera di Ligeti alla grande tradizione degli studi di Chopin, Liszt, Debussy e Scrjabin. Il n. 10 del Secondo libro, Der Zauberlehrling (L’apprendista stregone), si caratterizza per una linea melodica danzante punteggiata da irregolari accenti di staccato in moto perpetuo. «Prestissimo, staccatissimo, leggierissimo» raccomanda l’autore.

La Sonata in mi minore op. 7, unico esempio di sonata tra le composizioni per pianoforte di Grieg, fu dedicata al compositore danese Niels Wilhelm Gade. Revisionata nel 1887, la Sonata è un pregevole esempio di sintesi tra la formazione accademica ricevuta da Grieg a Lipsia e l’attenzione che egli pose verso la musica folklorica norvegese. Considerata un’opera piuttosto discontinua nel passaggio da un movimento all’altro, questa Sonata giovanile è apprezzata soprattutto per il primo e l’ultimo movimento. Il pianismo di Schubert e di Schumann riaffiora nell’Allegro moderato, nutrito di spirito appassionato e di profondità di sentimento, mentre il secondo e il terzo movimento riportano alla matrice nordica e popolare della musica di Grieg con gli spunti di danza e il canto libero e palpitante. Nel Finale prevalgono idee musicali, accostate con frammentarietà, dalle movenze rapsodiche e zigane di ascendenza brahmsiana.

Il Sonetto 104 del Petrarca fa parte degli Anneés de pélerinage (Anni di pellegrinaggio), una poderosa raccolta di composizioni per pianoforte, divisa in tre parti (années), che Liszt concepì nel corso dei viaggi compiuti in Svizzera e in Italia a partire dal 1835. La seconda parte è dedicata all’Italia. Il brano porta in epigrafe l’intero sonetto cui si riferisce: «Pace non trovo, e non ho da far guerra; | E temo e spero, ed ardo, e son un ghiaccio; | E volo sopra ‘l cielo, e giaccio in terra; | E nulla stringo, e tutto ‘l mondo abbraccio. | Tal m’ha in prigion che non m’apre né serra, | Né per suo mi ritien né scioglie il laccio; | E non m’ancide Amor e non mi sferra, | Né mi vuol vivo né mi trae d’impaccio. | Veggo senz’occhi; e non ho lingua, e grido: | E bramo di perir, e cheggio aita; | Ed ho in odio me stesso, ed amo altrui: | Pascomi di dolor; piangendo rido; | Egualmente mi spiace morte e vita. | In questo stato son, Donna, per vui». Tutta l’anima pianistica lisztiana è racchiusa in questo Sonetto che si apre con un recitativo patetico per poi acquistare intensità e uno slancio cantabile.

La parafrasi dal Rigoletto di Verdi si rivolge alla sala da concerto. Liszt trascrisse e rielaborò il grande quartetto «Bella figlia dell’amore» del terzo atto dell’opera verdiana, inserendovi una introduzione e una coda di grande effetto, e aggiungendo alcune brevi cadenze fortemente virtuosistiche; mantenendo sul pianoforte l’indipendenza e l’intreccio delle linee vocali, ma arricchendole con le più grandi risorse della tecnica pianistica di cui egli era maestro. Un piccolo capolavoro nel suo genere, di elegante scrittura, volto a conquistare il pubblico.
Melita Fontana

Elena Nefedova è nata a Mosca nel 1990 e ha intrapreso lo studio del pianoforte all’età di cinque anni, inizialmente alla Scuola di Musica Gnessin e successivamente presso la Scuola Centrale di Musica con il Maestro Kira Shashkina. Nel 2006 ha iniziato regolarmente gli studi presso il Conservatorio “P. I. Tchaikovsky” di Mosca con Vera Gornostaeva, ultima allieva del leggendario pianista e didatta Heinrich Neuhaus.

Trasferitasi a Roma nel 2011, ha continuato a studiare nel conservatorio “Santa Cecilia”, dove si è diplomata brillantemente nel 2015. Dal 2011 si è perfezionata sotto la guida di Ivan Donchev.

Per meriti artistici dal 2003 le è stata assegnata la borsa di studio della New Names Foundation e dal 2008 della Mstislav Rostropovich Foundation, oltre ad una borsa di studio rilasciata dal Presidente della Federazione Russa. Svolge intensa attività concertistica, invitata in importanti sale e presso primarie istituzioni in Grecia, Francia, Russia, Germania, Portogallo, Italia, Sud Africa. Si è esibita come solista con importanti orchestre tra le quali Russian National, Moscow Chamber Orchestra, Novosibirsk Philaharmonic ecc.

All’attività concertistica, dal 2012 affianca con passione quella didattica. Collabora in qualità di docente di pianoforte principale con l’Accademia Musicale Praeneste di Roma. Partecipa regolarmente alle master internazionali di perfezionamento in qualità di assistente al pianoforte. Ha collaborato con Elizabeth Norberg-Schulz (canto lirico), Andrea Oliva (flauto), Marco Pierobon ed Ermanno Ottaviani (tromba). È vincitrice di numerosi concorsi pianistici tra cui “Skrjabin” di Parigi, “Magic” di Burgas (Bulgaria), “Rachmaninov Clavier Wettbewerb” di Darmstatd, “Vera Lotar-Shevchenko” di Novosibirsk, “Aldo Ciccolini” (e Premio Speciale Liszt) di Roma, Concorso Pianistico Internazionale “ Guido Alberto Fano” (premio speciale “Earl Wild”), “Città di Osimo”, concorso internazionale “Premio Accademia 2013”, V concorso pianistico internazionale “Andrea Baldi” e “New Names Competition” in duo con il violinista Yuri Revich.

Nel 2016 ha riscosso un grande successo nei concorsi riservati ai diplomati eccellenti dei Conservatori Italiani. A maggio è stata la prima donna a vincere il Concorso pianistico nazionale – Premio Lamberto Brunelli. Nell’ottobre dello stesso anno si è distinta tra i cinquanta giovani pianisti e ha vinto la XXXIII edizione del Concorso Nazionale Pianistico “Premio Venezia”. La vittoria del prestigioso concorso la avvia verso una carriera concertistica ancora più intensa e nei prossimi mesi si esibirà presso importanti teatri italiani, tra cui il Teatro La Fenice di Venezia, sia in veste solistica, sia di solista con orchestra e debutterà a Parigi.