Approfondimenti

Coro UT – dir. Lorenzo Donati

Programma estivo

Venerdì 9 giugno 2017 – ore 20:45
Basilica Cattedrale di San Martino – Belluno

CORO UT insieme vocale-consonante, dir. Lorenzo DONATI
(concerto per l’inaugurazione dei restauri della Basilica Cattedrale)

PROGRAMMA:
Sicut lilium inter spinas

Javier Busto (1949)
Agnus Dei (dalla Missa Pro Pace per coro a cappella)
Thomas Tallis (circa 1505 – 1585)
Agnus Dei (per coro maschile)
Ivo Antognini (1963)
Agnus Dei (per coro femminile)
Claudio Monteverdi (1567 – 1643)
Agnus Dei (dalla Missa a 4 voci a cappella)
Ildebrando Pizzetti (1880 – 1968)
Agnus Dei (dal Missa da Requiem per coro a cappella)
Tomás Luis de Victoria (1548 – 1611)
Agnus Dei (dalla Missa Pro Victoria a 9 voci)
Lorenzo Donati (1972)
Dona nobis pacem (per coro spazializzato)
Canticum canticorum a 6 voci
Orlando di Lasso (1532 – 1594)
Osculetur me osculo oris a 8 voci
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 circa – 1594)
Quae es ista a 5 voci
Eric Withacre (1970)
The marriage a 4 voci
Tomás Luis De Victoria
Nigra sum sed formosa a 6 voci
Antoine Brumel (1460 – 1513)
Sicut lilium inter spinas a 4 voci
Ola Gjeilo (1978)
Northern Lights a 4 voci
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Informazioni, biglietti e prevendita:
Per informazioni, prevendita biglietti e rinnovo tessere associative:
Agenzia ALPE BELLUNESE – Belluno – Piazza Martiri, 2/A – tel./fax 0437. 940407 o, nella sede del concerto, mezz’ora prima del suo inizio.

Tessere: Soci ordinari Interi € 50 / Famigliari € 30 / Ridotti € 25
Soci nuova iscrizione € 40 / Soci sostenitori a partire da € 50
Si prega di esibire la tessera all’atto dell’acquisto del biglietto.
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Con la collaborazione di:

logo-ministero-beni-culturali     Belluno-comune-stemma      Reteventi Belluno   fondazione_teatri

fondazione-cariverona    logo   Unifarco_Cultura

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Sicut lilium inter spinas

Sin dalle sue prime espressioni, la polifonia religiosa ha rappresentato nel mondo occidentale un’amplificazione del canto liturgico monodico, ossia una sorta di fioritura del canto gregoriano. Dalle più semplici forme di canto a due voci alle raffinate e complesse costruzioni policorali, la polifonia (che gli antichi chiamavano ‘canto figurato’ distinguendolo dal ‘canto piano’ della monodia, quasi a sottolineare la maggior complessità ‘figurativa’ del segno polifonico) segnalava la maggiore solennità del rito: il canto a più voci accompagnava le cerimonie solenni, così come in quelle stesse occasioni i paramenti più preziosi vestivano i celebranti e gli addobbi ornavano le pareti dei templi. Il canto monodico, a sua volta, non era un additivo facoltativo, ma un costitutivo della preghiera comunitaria. Ben più di quanto oggi accada, un tempo si pregava cantando. Si attribuiva al decoro e alla bellezza del canto un ruolo privilegiato di ‘veicolo’ di elevazione spirituale, di possibile via pulchritudinis. Tutto ciò si coglie agevolmente in questo programma che pone a confronto diverse realizzazioni di quella amplificazione. Cogliendo fior da fiore, esso accosta brani di polifonia senza intenti di consequenzialità e di coerenza cronologica, ma formando due collane legate da un forte filo tematico.

La prima sezione del programma riunisce diverse versioni musicali delle poche, dense parole dell’ultima parte dell’ordinario della messa, l’Agnus Dei. Una preghiera recitata tre volte che presenta la figura di Cristo, agnello immolato, dal cui sacrificio scaturisce il fiume della misericordia divina; la terza e ultima replica introduce la variante «dona nobis pacem». La distensione di questi brani lascia intendere come, nel passato, esso servisse per accompagnare un rituale più complesso, quello appunto della “frazione del pane”; la liturgia odierna lascia quasi sempre alla recitazione orale questo momento rituale, rischiando così di sorvolare sul significato del canto come espressione più adeguata all’invocazione della misericordia per l’uomo peccatore e per la pace cercata in un mondo che ne è privo.

In musica, l’accostamento di tante vesti sonore dello stesso testo, già ripetitivo in sé, compone una sorta di ‘litania’ e la reiterazione ossessiva conduce nella direzione di una dimensione mistica e atemporale. Il confronto permette di cogliere una sorta di particolare ‘carattere’ dell’Agnus Dei. I compositori tendono a trattare questa parte con un peculiare registro di serena e composta preghiera, come si addice a una invocazione di misericordia e come la stessa parola pacem sembra richiedere. Ma pur nell’uniformità testuale, il programma esibisce anche una notevole varietà musicale. Si gioca sui registri vocali, affidati alle più terrene voci virili (nelle pagine di Tallis, il ‘Palestrina’ anglosassone) o alle celesti voci femminili (Antognini); si alternano regolarmente autore antico e contemporaneo; si oppone, alla polifonia osservata dello stile raccolto ‘da cappella’ a 4 voci di Monteverdi, la polifonia policorale di Victoria a 9 voci e quella del direttore Donati, che crea una costellazione di esecutori distribuiti nello spazio donando all’ascoltatore una nuova esperienza sonora; si accosta significativamente la messa ‘guerresca’ di Victoria (che per un’unica volta prende come modello una composizione profana, la chanson di Clément Janequin sulla Battaglia di Marignano, conosciuta come «La guerre») alla Missa pro Pace di Busto.

La seconda parte del programma riunisce composizioni sui versi del più poetico testo biblico, il Cantico dei Cantici; un testo che, pur essendo poco utilizzato nella liturgia, ha potuto tante volte ornare le cerimonie religiose nella forma musicale di sublimi mottetti. Che si voglia leggere il Cantico come celebrazione dell’amore umano, o che vi si colgano più profondi significati simbolici in chiave teologica e allegorica, esso sollecita nei musicisti il ricorso a uno stile soave e luminoso, vicino a quei modi di serena dolcezza ispirati dal culto mariano al quale il Cantico è stato spesso associato. In queste pagine musicali emergono la vivida forza declamatoria di Victoria, l’ampiezza del paesaggio sonoro di Donati, la floridezza del contrappunto di Palestrina, il dialogo ‘amoroso’ tra due cori a 4 voci di Lasso, l’andamento ‘ondoso’ e l’atmosfera intima di Gjeilo (sui versi di «Pulchra es, amica mea»). Il Cantico avvolge il brano nuziale di Withacre, che con un affettuoso andamento accordale va a musicare la lirica di un poeta mistico persiano del XIII secolo, a dire dell’assenza di confini di confessione religiosa e di cultura nel segno dell’amore, della pace, della bellezza.
(
Paolo Da Col)

Presentazione dei lavori di restauro della cupola della Basilica Cattedrale di Belluno
a cura dell’arch. Fulvio Vecchietti

Analisi della morfologia degli elementi costitutivi e diagnosi sugli ammaloramenti degli intonaci intradossali della CUPOLA della Cattedrale di Belluno con strumentazione tecnologicamernte avanzata.

Monitoraggio in corso d’opera e stabilizzazione delle strutture della cupola e del tiburio. Recupero totale degli intonaci intradossali con operazione di attacco meccanico degli stessi dall’esterno all’interno senza uso di sostanze chimiche filmogene.

UT insieme vocale-consonante
direttore Lorenzo Donati

UT insieme vocale-consonante è un gruppo vocale “modulare” che va dall’ensemble madrigalistico al coro da camera. I cantanti, provenienti da varie parti d’Italia, sono tutti di grande esperienza vocale e musicale, per la maggior parte direttori di coro, che hanno iniziato la loro esperienza insieme nell’ambito del Coro Giovanile Italiano, un progetto di FENIARCO (federazione nazionale delle associazioni corali regionali).

Guidato da Lorenzo Donati, l’ensemble propone progetti tematici di musica antica e contemporanea, come: Trahe me post te, antico e moderno a confronto nell’ispirazione del Cantico dei Cantici; I colori del Novecento, musica francese e italiana dei grandi del secolo scorso; Tutte le notti del mondo, musica di varie epoche dedicata alle interpretazioni musicali e letterarie del tema della notte.

Nel 2015 il gruppo ha registrato il cd Pulchra ut luna, electa ut sol che propone brani tratti dal Cantico dei Cantici e vari Agnus Dei. UT insieme vocale-consonante ha al suo attivo collaborazioni con B. Boterf, J. Busto, N. Corti, B. Holten, U. Lah, R. Rasmussen. Nello stesso anno ha vinto il primo premio e il Gran Premio al Concorso Internazionale di Varna (Bulgaria) e nel 2016 il prestigioso Gran Premio Europeo, primo coro italiano in 28 edizioni ad aggiudicarsi questo premio, considerato il più importante riconoscimento mondiale nell’ambito della musica corale. UT insieme vocale-consonante è stato invitato a cantare su prestigiosi palcoscenici italiani ad Ancona, Arezzo (Guidoneum Festival e Guido d’Arezzo Prize), Chiavenna (Chiavi d’Argento), Milano (MiTo Festival), Monte San Savino, Padova (Convegno internazionale), Pescara, Verona, San Vito al Tagliamento, Torino (MiTo Festival), Trento (Festival di Musica Sacra).
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