Approfondimenti

IGOR COGNOLATO pianoforte

Classica

Venerdì 13 ottobre 2017 – ore 20:45
Sala Teatro Giovanni XXIII – Belluno

IGOR COGNOLATO, pianoforte

PROGRAMMA:

Wolfgang Rihm (1952)
Auf einem anderen Blatt (2000)
Alfredo Casella (1883 – 1947)
Undici pezzi infantili, op. 35 (1920)
Robert Schumann (1810 – 1856)
Kreisleriana, otto fantasie op. 16

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Franz Liszt (1811 – 1886)
Parafrasi da “Aida” di Giuseppe Verdi (Danza sacra e Duetto finale)
Muzio Clementi (1752 – 1832)
Sonata in sol minore, op. 50 n. 3 “Didone abbandonata”
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Informazioni, biglietti e prevendita:
Per informazioni, prevendita biglietti e rinnovo tessere associative:
Agenzia ALPE BELLUNESE – Belluno – Piazza Martiri, 2/A – tel./fax 0437. 940407 o, nella sede del concerto, mezz’ora prima del suo inizio.

Tessere: Soci ordinari Interi € 50 / Famigliari € 30 / Ridotti € 25
Soci nuova iscrizione € 40 / Soci sostenitori a partire da € 50
Si prega di esibire la tessera all’atto dell’acquisto del biglietto.
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Con la collaborazione di:

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Vi è una tendenza diffusa ad attribuire a opere musicali di grandi dimensioni formali maggiore rilevanza e impegno compositivo rispetto a musiche di breve durata, aforistiche nel loro sviluppo. Non è questo il caso di Auf einem anderen Blatt, breve composizione pianistica del tedesco Wolfgang Rihm, uno dei maggiori compositori viventi, con la quale egli ha offerto un raffinato omaggio al compositore francese Pierre Boulez (scomparso lo scorso anno), in occasione del suo 75° compleanno. Il brano racchiude in pochi istanti la ricerca di un’ampia gamma timbrica, dai suoni più diafani e trasparenti a brevi guizzi di maggiore densità sonora in tutta l’estensione della tastiera, sviluppata in un gioco di tensioni e momenti statici.

Brevi miniature, coniate nel segno della ‘forma breve’, sono gli Undici pezzi infantili del pianista e compositore torinese Alfredo Casella pubblicati nel 1920: brani che affiancano ad un’apparente semplicità di struttura una netta impronta stilistica e una moderna concezione armonica. La critica e lo stesso autore attribuirono di fatto a quest’opera l’avvio di quello che venne definito ‘terzo stile’ dell’autore, ovvero la fase più matura della sua produzione. Per Casella l’opera segnò «la liberazione ultima dalle incertezze e dagli esperimenti e l’entrata sicura e consapevole in una fase creatrice ormai personale e chiarificata».

Vi è una suggestione letteraria alla base della concezione degli otto pezzi che compongono la raccolta Kreisleriana, ispirati dalle pagine dei racconti dello scrittore romantico Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e in particolare dal musicista immaginario Kreisler. Un personaggio la cui instabilità di umori, estro geniale, uniti alla venerazione per Bach e ad altri elementi dovettero suscitare in Robert Schumann un senso di riconoscimento e di assonanza con la propria personalità e il proprio profilo psicologico. La raccolta, dedicata a Chopin ma ideata per Clara Wieck, presenta brani che esibiscono varietà di umori e atmosfere espressive, oscillanti tra una vivacità visionaria e una relativa tranquillità. Non si tratta di miniature isolate, di pezzi composti nel segno della ‘forma breve’ come in altre raccolte pianistiche di Schumann. Qui la concezione è di più ampio respiro, benché non esista una reale correlazione formale tra le otto sublimi ‘fantasie’, che alternano tempi agitati, quasi febbrili, a tempi lenti, connotati da un’apparente serenità.

Alla parafrasi sopra temi operistici verdiani cara a Franz Liszt, ancora una volta pretesto per elaborazioni che riportano l’impronta improvvisativa del suo brillante virtuosismo, segue una matura Sonata di Muzio Clementi. Un musicista che conobbe una lunghissima e fortunata carriera di esecutore, compositore e imprenditore (fu editore e costruttore di pianoforti), ma che attende ancora una adeguata rivalutazione della sua opera. L’ombra di Mozart e Haydn, autori che hanno richiamato una maggiore attenzione da parte di musicisti e musicologi, e una fama legata perlopiù agli studi utilizzati a scopo didattico che in realtà compongono solo una breve parte delle cento composizioni comprese nella sua raccolta Gradus ad Parnassum, non rendono giustizia alla ricchezza e alla vastità della sua opera. L’opera 50, composta nel 1821, unisce le esperienze europee di un compositore che si era confrontato con l’arte dei figli di Bach e della triade Haydn Mozart Beethoven, in un’epoca di rapide evoluzioni dello stile e del gusto. Il titolo richiama un programma che si esprime attraverso un linguaggio di conio romantico, soprattutto nei tempi veloci: l’allegro finale, concitato e drammatico, sembra richiamare il tragico destino di una figura mitologica che tanti drammi operistici aveva ispirato, ovvero il suicidio della regina Didone abbandonata dallo sposo Enea.

Nato a Treviso nel 1965, Igor Cognolato ha iniziato all’età di cinque anni gli studi pianistici e si è diplomato con lode presso il Conservatorio di musica “Benedetto Marcello” di Venezia. Ha concluso studi di materia compositiva diplomandosi brillantemente in Musica corale e Direzione di coro presso il Conservatorio di musica “Felice Evaristo dall’Abaco” di Verona. Si è laureato nel 1993 conseguendo il Konzertexamendiplom presso l’Università per la musica ed il teatro di Hannover quale studente del pianista Brasiliano Roberto Szidon, ereditando così per interposta persona gli insegnamenti di Franz Liszt. Ha perfezionato la sua preparazione artistica anche con il compositore e pianista Ugo Amendola, nonché con il direttore d’orchestra Michele Marvulli e con i pianisti Dario De Rosa, Aldo Ciccolini e Paul Badura-Skoda. Dopo il debutto con il Concerto n. 2 di Franz Liszt con la Radiophilharmonie Hannover trasmesso dal canale Tedesco NDR, Igor Cognolato si è esibito in tutta Europa e negli Stati Uniti d’America, riscuotendo ovunque unanime successo di pubblico e vivo apprezzamento della stampa specializzata; solista con numerose orchestre (Radiophilarmonie Hannover, Orchestra da camera “Sofia”, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia, etc.) ha registrato per RAI-Radiotelevisione italiana-Eurovisione, per la Radio Tedesca NDR, per una produzione radiotelevisiva del primo canale Norvegese, per il canale televisivo ARTE, nonché per le etichette discografiche Blue Serge, RT e Simax. Attivo anche nel settore cameristico, Igor Cognolato collabora stabilmente con il quartetto d’archi Athenaeum Streichquartett formato dalle prime parti dei Berliner Philharmoniker: suonando insieme a tale formazione ha partecipato a prestigiosi festival cameristici Europei (come il Festival di Aix-en-Provence, Francia, registrando dal vivo il Quintetto di Robert Schumann per il canale televisivo ARTE, oppure il festival di Sassari, Italia). Vincitore del concorso ministeriale per esami e titoli, Igor Cognolato è titolare di cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio statale di musica “Benedetto Marcello” di Venezia, dopo aver insegnato per undici anni presso il Conservatorio statale di musica “Giuseppe Tartini” di Trieste; è stato anche docente di pianoforte nel triennio 2007-2010 presso lo United World College of Duino. In veste di docente ha ripetutamente tenuto seminari di perfezionamento presso: Universität für Musik und darstellende Kunst-Graz, Konservatorium Wien-Privatuniversität, Universität Mozarteum-Salzburg, Hochschule für Musik und Theater-Lübeck, Trinity College of Music of London, Ciurlionis music Academy in Vilnius, Conservatorio superior de musica “Salvador Seguì” de Castellò – Valencia. È recentemente uscito il film documentario “Richard Wagner: diario della sinfonia ritrovata” del regista Gianni di Capua prodotto da Kublai film in cui Igor Cognolato svolge il ruolo di protagonista; il documentario è stato presentato nel 2013 alla Mostra del cinema di Venezia, nonchè ai Bayreuther Festspiele ed alla Library of Congress di Washington DC, Stati Uniti d’America. Nel mese di Maggio 2016 ha debuttato con grande successo presso la Berliner Philharmonie nella stagione dei Berliner Philharmoniker con il Concerto grosso di Milan Svoboda.
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